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Dal 1° luglio 2026 cambia il TFR: che cosa c’è da sapere?

Dal 1° luglio 2026 cambia il TFR: che cosa c’è da sapere?

1. Introduzione.

A partire dal 1° luglio 2026 entreranno in vigore alcune novità importanti sul TFR che riguardano il rapporto tra il trattamento di fine rapporto e il Fondo Pensione.

Si tratta di cambiamenti che puntano a rafforzare la Previdenza complementare e a rendere più diffusa la cultura della pianificazione pensionistica. 

Per molti lavoratori dipendenti il tema può sembrare distante ma in realtà riguarda molto da vicino il modo in cui si costruisce la propria sicurezza economica nel lungo periodo. Vediamo le novità principali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

2.  Il “silenzio-assenso”.

La novità principale riguarda il meccanismo di adesione alla Previdenza complementare. 

Per i nuovi assunti nel settore privato il TFR sarà destinato automaticamente ad un Fondo pensione se non verrà espressa una scelta diversa entro 60 giorni dall’assunzione. 

Questo sistema, definito “silenzio-assenso”, ha l’obiettivo di favorire l’accumulo di risorse dedicate alla pensione futura, evitando che il TFR rimanga semplicemente fermo senza una strategia previdenziale chiara.

3.  Previdenza complementare e vantaggi fiscali.

Un altro tema centrale riguarda la deducibilità fiscale dei contributi versati nei fondi pensione.

Dal 2026 il limite massimo di deduzione  dei contributi sale da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui.

Questo significa:

  • ridurre il carico fiscale attuale;
  • costruire un capitale nel lungo periodo;
  • integrare la futura pensione pubblica.

Inoltre la Legge Di bilancio 2026 prevede un aggiornamento dell’extradeducibilità: per chi ha iniziato a lavorare dopo il 2007, la quota annua aggiuntiva che può essere portata in deduzione nei 20 anni successivi al 5 anno di partecipazione sale a 2.650 euro (con un limite annuo di 7.950 euro).

Questo meccanismo può diventare particolarmente vantaggioso per i lavoratori con redditi variabili, perché permette una maggiore flessibilità fiscale nel tempo. 

4. Aumento della quota in capitale.

Un’altra novità prevista riguarda l’aumento della quota che potrà essere richiesta in capitale al momento del pensionamento.

La normativa punta a offrire maggiore flessibilità agli aderenti ai fondi pensione, consentendo in alcuni casi di ricevere una parte più elevata del montante accumulato sotto forma di capitale immediato, invece della sola rendita periodica.

Il limite ordinario viene innalzato dal 50% al 60% del montante finale accumulato.

Anche in questo caso, però, la scelta dovrebbe essere valutata con attenzione, considerando situazione fiscale, bisogni futuri e obiettivi previdenziali complessivi.

5. Nuove modalità di erogazione flessibile.

Dal 2026 sono previste anche nuove modalità di erogazione più flessibili per le prestazioni della previdenza complementare.

Oltre al limite massimo dell’erogazione in capitale pari al 60% del montante finale, vengono introdotte forme di erogazione più dinamiche del restante 40%:

  • Rendita a durata definitiva: viene corrisposta in rate annuali per un numero di anni pari alla speranza di vita residua (calcolo basato sulle tavole demografiche ISTAT).
  • Prelievi a chiamata: è possibile effettuare dei prelievi liberi entro il limite delle rate maturate e non riscosse dalla rendita a durata definitiva.
  • Erogazione frazionata: simile alla RITA ma attivabile dopo la maturazione del diritto al pensionamento obbligatorio con periodo di erogazione non inferiire a 5 anni.

Avere maggiore flessibilità significa poter pianificare meglio:

  • il passaggio dalla vita lavorativa alla pensione;
  • la gestione delle spese future;
  • il mantenimento del proprio tenore di vita;
  • eventuali esigenze familiari o patrimoniali.
6. Novità nella fase di accumulo.

Una modifica riguarda l’intangibilità della fase di accumulo: questa perdura fino alla richiesta di liquidazioni. 

Dunque, il legislatore italiano ha previsto un divieto di pignorabilità esclusivamente nella fase di accumulo, cioè tra il tempo intercorrente tra l’apertura del fondo (e, quindi nella fase dei versamenti contributivi e investimento della posizione nei mercati finanziari) e il riscatto della posizione ancorché anticipato, di tutta o parte del capitale (o rendita). 

Tutti gli altri casi per i quali si chiede la liquidazione della posizione (ad esempio il riscatto totale a seguito della cessazione del rapporto di lavoro prima del pensionamento) sono totalmente cedibili, sequestrabili e pignorabili.

7. La portabilità del contributo datoriale.

La portabilità del contributo datoriale rappresenta una novità importante per chi aderisce alla previdenza complementare.

In passato, cambiando lavoro o fondo pensione, il contributo versato dal datore di lavoro poteva essere soggetto a limitazioni o interruzioni legate al contratto di appartenenza. Con le nuove regole si punta invece a garantire una maggiore continuità previdenziale.

L’obiettivo è permettere al lavoratore di trasferire più facilmente la propria posizione previdenziale, mantenendo anche i benefici legati ai contributi versati dal datore di lavoro.

La portabilità del contributo datoriale sarà operativa dal 31 ottobre 2026.

5. Conclusione.

Queste novità che entreranno in vigore dal 1° Luglio 2026 rappresentano un’occasione per fermarsi a riflettere sul proprio futuro previdenziale. 

Utilizzare in maniera metodica strumenti come il Fondo pensione significa non limitarsi a lavorare per il presente ma costruire con metodo la propria sicurezza economica nel lungo periodo. 

Parlare con un consulente finanziario ti aiuta a trasformare questi cambiamenti normativi in serenità previdenziale. 

Pianifica oggi per vivere con più tranquillità domani.

Se vuoi capire da dove partire, contattami utilizzando il modulo contatti sottostante: sarò felice di aiutarti a costruire un piano previdenziale su misura.

Studio Luigi Di Ruscio – Consulenza finanziaria

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Il Dott. Luigi Di Ruscio svolge Consulenza Finanziaria, Previdenziale e Patrimoniale ed è un Financial Partner di Azimut Italia. E’ in possesso di 4 Certificazioni EFPA e gestisce più di 250 clienti tra privati e aziende. Puoi seguirlo anche su Linkedin, Facebook ed Instagram.


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